Android e Intel, la nuova sfida

di Francesco Commenta

Arriva anche la scommessa di Google di presentare il suo Android anche sulle architetture Intel x86.

La notizia, di per sé, è abbastanza interessante perché rivoluziona il concetto di tablet e PC; infatti, il sistema operativo Android è un prodotto realizzato per prodotti, nella maggior parte dei casi, con piattaforme ARM.

In effetti, se da una parte esiste la tentazione di presentare una variante di Windows di Microsoft sulle piattaforme basate su processori ARM, allora perché non fare il percorso a ritroso; infatti, l’idea di biG è quella di portare Android anche sulle configurazioni Windows presentando un adattamento particolare che permetterebbe il supporto ufficiale di sistemi basati su Intel x86 con il suo sistema operativo opeb source di casa Google, ossia Android.

In linea di massima, Android consente di essere trasportato su diverse piattaforme grazie al suo codice open source e la presenza del kernel Linux anche se il sistema operativo di casa Google è stato pensato per applicazioni ARM.

Grazie a questa possibilità, Google intende lavorare per rompere l’alleanza di ferro tra le due società americane  aprendo la strada verso altri scenari.

Sarà anche per la volontà della stessa ARM di entrare nel segmento dei processori x86 dall’anno prossimo, ma Google intende variare gli scenari offrendo maggiore flessibilità al suo sistema operativo nato, quasi per caso, per soluzioni mobile.

In effetti, per Google è necessario adesso spostare la sua Google TV anche su processori Intel. Google, da parte sua, ha promesso che per la fine del mese di gennaio del prossimo anno che sarà disponibile una prima versione del suo Google Android 2.3 Gingerbread per processori Intel della serie Atom E6xx.

Per inciso, la variante Gingerbread è la stessa versione di Android progettato e realizzato per funzionare su dispositivi mobile quali smartphone.

Alcuni osservatori hanno notato che Intel, al momento, non sta parlando di versioni successive di Android il che potrebbe significare che Google e Intel sono, al momento, cauti nell’ammettere che il sistema operativo Android venga eseguito su architetture Intel.

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