Hard disk, quelli del futuro si baseranno su silicio e atomi di idrogeno

di Pasquale Funelli Commenta

hard disk del futuro

La scienza, nel corso degli ultimi anni, sta facendo dei passi in avanti pazzeschi in merito alla tecnologia usata nei computer piuttosto che negli smartphone. Proviamo a viaggiare con la macchina del tempo a una decina di anni fa e a confrontare i dispositivi di allora con quelli odierni: non c’è ovviamente confronto. Il progresso, però, è destinato ovviamente a non fermarsi mai e ad offrire sempre più soluzioni efficaci ed efficienti che possano rendere la vita degli utenti molto più comoda.

Hard disk al silicio, è qui il futuro?

L’ultima notizia interessante arriva direttamente dall’Università di Alberta, in Canada. Ebbene, un gruppo di scienziati ha scoperto un nuovo sistema di hard disk per salvare i dati. In poche parole, consentirebbe di salvare “zero” o “uno” in relazione alla presenza o meno di atomi di idrogeno. Un passo in avanti incredibile per quanto riguarda gli studi sulla densità dei dati risultante, con valori che non sono mai stati individuati fino ad ora. Sembra che gli scienziati siano arrivati a ben 1,2 petabits (qualcosa come all’incirca 138 terabytes) per pollice quadrato. Si tratta di una densità che supera di mille volte quella degli HDD e SSD attualmente presenti in commercio e addirittura di 100 volte quella dei lettori blu-ray. Tutto questo è diventato realtà per merito delle dimensioni che caratterizzano l’atomo di idrogeno, visto che presenta un diametro pari solamente a 0,5 nanometri.

In realtà, non si tratta di esperimenti del tutto innovativi, nel senso che vari test erano stati portati a termine in passato, provvedendo ad effettuare il salvataggio dei dati su delle singole molecole piuttosto che su singoli atomi. In realtà, tali esperimenti erano terminati con il più classico dei buchi nell’acqua, dal momento che non si poteva adottare. Infatti, tali test avevano bisogno, per poter funzionare, di sistemi che dovrebbero operare in condizioni molto particolari, ovvero di vuoto estremo e a temperature estremamente vicine allo zero assoluto.

I nuovi e positivi esperimenti

Tutto sembra essere cambiato con quello che è stato scoperto da parte del gruppo di scienziati dell’Università di Alberta. Infatti, questa nuova tecnologia di hard disk pare che sia in grado di funzionare senza particolari anche a delle temperature normali. In poche parole, non servirebbero condizioni di zero assoluto. Inoltre, avrebbe un altro grande pregio, ovvero tale sistema avrebbe le capacità per immagazzinare dati addirittura per più di 500 anni. Per poter giungere a questo tipo di efficacia, i ricercatori sembra che abbiano utilizzato un microscopio ad effetto tunnel. L’intento era quello di eliminare o sostituire i vari singoli atomi di idrogeno collocati su un substrato di silicio.

Il gruppo di scienziati, capeggiato alla perfezione da parte di Roshan Achal e Robert Wolkow, ha messo in evidenza come tale tecnologia possa funzionare. Per farlo ha realizzato una cella di 192-bit e vi ha messo all’interno un’interpretazione della famosissima colonna sonora dedicata all’ancora più apprezzato e noto Super Mario Bros. Per quanto riguarda la dimostrazione della capacità di scrittura, invece, il gruppo di scienziati ha realizzato una cella da 8-bit in cui ha provveduto a memorizzare, una alla volta, le varie lettere dell’alfabeto, individuate con i relativi codici ASCII.

Il problema da risolvere: bassa velocità di scrittura

Stando a quanto è stato riportato dagli stessi ricercatori, però, la velocità di scrittura è piuttosto bassa, dal momento che si fa riferimento ad un periodo che va da 10 a 120 secondi per ciascuna lettera. In realtà, però, ciò che affascina di questa nuova tecnologia è proprio il fatto che si basi sul silicio e sfrutti dei materiali che sono davvero molto semplici da interfacciare con i semiconduttori che esistono. È proprio questo il motivo per che ci sono sensazioni molto positive sul fatto che in futuro si possa raggiungere vera e propria automazione del processo. Stando alle parole di Wolkow, la produzione su scala atomica è ormai quasi pronta per diventare attuabile dal punto di vista commerciale.

E chissà che questi nuovi hard disk non possa senz’altro favorire lo sviluppo di applicazioni per device mobili sempre più potenti e veloci? Pensate, per esempio a far girare NetBet Casino online, che vanta licenza Aams e certificazione eCOGRA su uno smartphone ad una rapidità nettamente superiore in confronto a quella odierna. Insomma, sembra proprio che il futuro sia particolarmente roseo per la tecnologia.

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