L’Atom N570, una soluzione per i server?

 La linea Atom di Intel si arricchisce di un’altra piattaforma hardware in versione dual-core e con il pieno supporto della tecnologia Hyper-Threading e una frequenza di lavoro di 1,66 GHz.

La nuova soluzione del colosso americano offre un fattore di dissipazione di 8,5W: un valore decisamente interessante tanto da poterlo candidare per le piattaforme mobile.In realtà, c’è qualcuno che pensa di utilizzarlo per le soluzioni server. Il processore assicura una piattaforma in configurazione duale con capacità grafica integrata e 1 MB di memoria cache e una frequenza di quasi 166 MHz più veloce di una versione N550, seppur in configurazione duale.

Il nuovo Atom N570, grazie alla presenza della tecnologia Hyper-Threading, permette la gestione di quattro thread per smistare il carico e dimensionare così la nostra futura applicazione.

Non solo, secondo le specifiche presenti in rete è anche possibile affermare che il nuovo arrivato della linea Atom supporta anche le memorie su tecnologia DDR3, fino ad un massimo di 4 GB, con frequenze di 667 MHz su single-channel. Già in questo periodo sono stati presentati nuovi notebook che assicurano la presenza del nuovo processore di casa Intel da parte di costruttori quali Asus, Lenovo, Samsung o la taiwanese Acer.

Pensare a utilizzare l’Atom N570 solo per le piattaforme laptop è davvero riduttivo, o almeno così è quello che pensano diversi integratori che ritengono utile inserire l’Atom anche sulle configurazioni server, ovviamente con particolari accorgimenti in termini di sistema.

In effetti, stando a quanto si afferma, la SeaMicro pensa di suggerire al mercato delle configurazioni server uno dei suoi ultimi accorgimenti, ossia SM10000-64, in grado di presentare 256 Atom della serie N570: in questo modo è possibile affermare che la piattaforma server di SeaMicro può assicurare la presenza di 512 unità di calcolo.

SeaMicro presenta così una piattaforma server a basso consumo approfittando delle caratteristiche tecniche degli Atom.

L’ultimo arrivato di casa Intel assicura anche la presenza delle tecnologie di virualizzazione.